CORONAVIRUS FASE 2

Ritorno alle spiagge del Lido delle Nazioni


CORONAVIRUS FASE 2: RITORNO ALLE SPIAGGE DEL LIDO DELLE NAZIONI


Per molti mesi abbiamo pensato al mare, alla nostra spiaggia preferita, alla cosiddetta fase 2, e abbiamo rimuginato tra noi su come sarebbe stato il rientro alle abitudini di una vita, rappresentate dal sole, i bagni, le chiacchiere sotto l’ombrellone e quant’altro. Ed eccoci qua a ricominciare indecisi sull’esito di queste vacanze che, tra mascherine, guanti, e distanziamento sociale, sembrano portare con sè molte incognite.

Arrivando in spiaggia il primo approccio è con la vicina di ombrellone: è un po’ distante da me, ma, evitando per forza di cose gli abbracci e i baci che ci diamo ad ogni esordio di stagione, ci parliamo un po’ forte e nulla ci impedisce di dirci ciò che vogliamo dirci: come stai? E com’è andato il lockdown? Il lavoro tutto a posto? E i bambini come se la sono cavata? Hai fiducia nel futuro? Per poi passare alle notizie tout court del quotidiano: ho visto un bel film alla TV, ho letto sul giornale questo… e mi hanno detto quest’altro. La lontananza fisica scombina un po’ il tutto ma è accettabile.

I bambini invece vorrebbero subito giocare insieme senza l’intercalare di domande e risposte, ma è proibito, d’altronde a loro non interessa sapere niente dagli amichetti, né se hanno gradito le video lezioni e neppure sanno, o vogliono giudicare, le grandi cose che hanno colpito il mondo, vorrebbero solo poter ricominciare da dove erano rimasti l’anno prima . Così ciascuno sotto il proprio ombrellone inizia a costruire castelli di sabbia e alla fine il più bello vincerà, adottando un “carpe diem” spontaneo che a tutti i bimbi riesce naturale.



Quando arriva l’ora del bagno poi vorrebbero entrare in acqua portando con sé il materassino gonfiabile e chiamare tutti gli amici possibili per tuffarsi sopra e sotto l’acqua e farsi reciprocamente degli scherzi che in quel contesto sono i più divertenti che esistano. Anche in questo caso non si può, ma non si perdono d’animo e cominciano a nuotare cercando di mettere in pratica lo stile a dorso che avevano iniziato ad imparare nella piscina in città prima del lockdown. Il mare è pulitissimo e l’acqua è quasi paragonabile a quella delle fontane di Roma per la sua limpidezza, che lascia intravedere tanti pesciolini che guizzano verso riva. Ed ecco inventato un altro gioco: col retino si mettono ad prendere i pesci, che poi ributtano regolarmente in mare perché “Poverini, a loro piace essere liberi”. Insomma, come si suol dire, se la passano eccome e sono felici di essere al mare liberi come i pesciolini che hanno appena ributtato in acqua.


E noi adulti? Guardare il mare è già un bel vedere, ma è più divertente entrarci dentro. Personalmente, cercando di stare lontana dagli altri altri e sentendomi poco osservata, mi sento tornata bambina e provo a fare una capriola nell’acqua. L’esperimento riesce e quindi ci riprovo,... ancora e ancora.., e poi comincio a nuotare in tutti gli stili che mi vengono in mente, perfino a “cagnolina” che non è tra gli stili più eleganti, sperando che non mi veda nessuno, ma forse mi hanno già visto e d’altronde chissenefrega.
Ritorno su e non vado in doccia perché oggi mi piace tenermi addosso la salsedine: è il sapore di mare, no?


Ma arriva in fretta l’ora del pranzo e adesso stiamo per vivere un bellissimo momento: il bagnino ci porta un piccolo pranzo frugale direttamente sotto l’ombrellone: che cosa c’è di meglio che sgranocchiare qualcosa in famiglia mentre lo sciabordìo del mare, accompagna come una musica insistente ed infinita le nostre allegre sbocconcellate di fritto e patatine?!
A seguire si ritorna tutti a casa per qualche ora, per poi tornare sul tardi, che sulla spiaggia, è quasi un’ora ammaliante: il mare, al tramonto, quando è calmo, si presenta nella sua veste migliore, con colori cangianti che si alternano tra l’azzurro, il rosa e il blu. E’ a questo punto che ci si sente attratti irresistibilmente a guardarlo accorgendoci che ogni sera è sempre uguale a se stesso eppure sempre diverso.


A quest’ora potremmo richiedere anche l’aperitivo al bagnino, sempre sotto l’ombrellone, ma preferiamo tornare a casa per risparmiarci per i prossimi giorni queste cose e altre ancora; perchè siamo certi che tante cose desiderabili capiteranno basta saperle cogliere e apprezzarle in tutte le sfumature. E noi ne godremo nel capire che la nostra sarà una vacanza un po’ diversa, piena di cose nuove ma anche di cose già vissute, bellissima nella sua diversità, da raccontare un giorno ai nipoti, nell’attesa di arrivare un po’ per volta alla fase 3 che ci libererà da tutti i vincoli nei quali siamo stati incatenati per mesi e mesi.
FASE

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